Il fantasma di Texarkana, conosciuto anche come Phantom Killer


Il caso del fantasma di Texarkana è uno dei misteri criminali più inquietanti della storia americana. Una serie di aggressioni e omicidi, avvenuti nel 1946, seminò il terrore tra gli abitanti di una cittadina al confine tra Texas e Arkansas. Il responsabile non venne mai identificato e la sua storia ispirò anche alcuni celebri film horror.

Il Fantasma di Texarkana: il misterioso assassino che terrorizzò l’America nel 1946
Una maschera sul volto, una pistola e un’identità rimasta sconosciuta. Nella primavera del 1946, una serie di aggressioni e omicidi sconvolse la cittadina di Texarkana, situata al confine tra il Texas e l’Arkansas, negli Stati Uniti. Un uomo misterioso cominciò a prendere di mira giovani coppie appartate in luoghi isolati, lasciando dietro di sé una scia di sangue e paura. La stampa lo soprannominò Phantom Killer, il Fantasma Assassino. Ancora oggi, la sua identità rappresenta uno dei più inquietanti misteri irrisolti della criminologia americana.

Il primo incontro con il terrore
Tutto ebbe inizio la sera del 22 febbraio 1946. Jimmy Hollis, 25 anni, e la sua fidanzata Mary Jeanne Larey, 19 anni, si trovavano all’interno della loro automobile, parcheggiata in una strada isolata alla periferia di Texarkana.
Improvvisamente, un uomo si avvicinò alla vettura illuminando l’abitacolo con una torcia. Il suo volto era coperto da una specie di sacco di stoffa chiaro, sul quale erano stati praticati due fori per gli occhi.
L’aggressore ordinò alla coppia di scendere dall’automobile. Jimmy venne colpito violentemente alla testa con il calcio di una pistola, riportando fratture al cranio. Mary Jeanne venne aggredita sessualmente. L’uomo si allontanò quando si accorse dell’arrivo di un’altra automobile.
Entrambi sopravvissero, ma le loro testimonianze rappresentarono i primi elementi a disposizione degli investigatori per ricostruire l’identità e le caratteristiche dell’aggressore.

I primi omicidi: Richard Griffin e Polly Ann Moore
Il 24 marzo 1946, poco più di un mese dopo la prima aggressione, vennero scoperti altri due corpi.
Le vittime erano Richard Griffin, 29 anni, e Polly Ann Moore, 17 anni. I loro cadaveri furono rinvenuti all’interno dell’automobile di Griffin, parcheggiata in una strada secondaria frequentata dalle giovani coppie.
Entrambi erano stati uccisi con colpi di pistola alla nuca, esplosi con un’arma calibro .32. Gli elementi raccolti sulla scena suggerivano che fossero stati assassinati all’esterno della vettura e successivamente sistemati al suo interno.
La brutalità dell’episodio fece crescere la preoccupazione delle autorità. Gli investigatori iniziarono a valutare la possibilità che il responsabile fosse lo stesso uomo che aveva aggredito Hollis e Larey.
Paul Martin e Betty Jo Booker: una nuova tragedia

Il 14 aprile 1946, la violenza tornò a colpire.
Questa volta le vittime furono due adolescenti: Paul Martin e Betty Jo Booker, rispettivamente di 16 e 15 anni.
I loro corpi vennero ritrovati nella zona di Spring Lake Park, sul versante texano della città. I due giovani erano stati uccisi con un’arma da fuoco e i loro corpi si trovavano a una certa distanza dall’automobile.
Anche in questo episodio emersero elementi compatibili con il precedente duplice omicidio, compreso l’utilizzo di una pistola calibro .32.
La morte di due ragazzi così giovani sconvolse profondamente la comunità. La paura si diffuse rapidamente e molti abitanti iniziarono a evitare di uscire dopo il tramonto.

L’ultimo attacco: la famiglia Starks
Il 3 maggio 1946 si verificò quello che viene generalmente considerato l’ultimo attacco attribuito al Fantasma di Texarkana.
Questa volta il luogo non era una strada isolata frequentata da coppie, ma una casa di campagna nella contea di Miller, in Arkansas.
Virgil Starks, 37 anni, si trovava seduto nella propria abitazione e stava leggendo il giornale quando venne raggiunto da due colpi di arma da fuoco esplosi attraverso una finestra. L’uomo morì sul posto.
La moglie, Katy Starks, 36 anni, sentendo gli spari, si precipitò verso il telefono per chiedere aiuto.
Anche lei venne raggiunta da due proiettili al volto, ma riuscì miracolosamente a sopravvivere e a raggiungere un’abitazione vicina per cercare soccorso.
Un particolare attirò l’attenzione degli investigatori: in questo episodio era stata utilizzata un’arma calibro .22, diversa da quella collegata ai precedenti duplice omicidi.
Nonostante questa differenza, l’aggressione venne generalmente attribuita allo stesso responsabile.

Le indagini e il sospettato principale
Le autorità del Texas e dell’Arkansas avviarono una vasta operazione investigativa. Vennero coinvolti anche i Texas Rangers, guidati dal capitano Manuel T. Gonzaullas, conosciuto con il soprannome di Lone Wolf.
Gli investigatori controllarono le strade, interrogarono numerosi sospettati e raccolsero testimonianze nella speranza di individuare l’uomo che stava terrorizzando la popolazione.
Tra i principali sospettati emerse il nome di Youell Swinney, un criminale già conosciuto dalle forze dell’ordine per furti d’automobili, contraffazione, furti con scasso e aggressioni.
Un elemento importante arrivò dalla sua compagna, che fornì agli investigatori informazioni dettagliate sugli omicidi, alcune delle quali non erano ancora state rese pubbliche.
Tuttavia, successivamente la donna cambiò versione e la sua testimonianza perse credibilità. In seguito sposò Swinney e non fu possibile utilizzarla contro di lui nelle modalità necessarie per sostenere l’accusa.
Swinney venne condannato nel 1947 all’ergastolo come criminale abituale per reati legati ai furti d’automobili, ma non venne mai condannato per gli omicidi di Texarkana. Nel 1973 ottenne la scarcerazione in seguito a un ricorso.
Nonostante gli indizi e i sospetti, non fu mai dimostrato che fosse lui il Fantasma Assassino.

Un caso che non ha mai trovato soluzione
Nel corso degli anni emersero altri possibili sospettati e alcune persone arrivarono persino ad autodenunciarsi, ma nessuna delle piste portò a una soluzione definitiva.
Anche una confessione lasciata nel 1948 da un giovane universitario che si tolse la vita venne presa in considerazione, ma gli elementi raccolti non permisero di attribuirgli con certezza i delitti.

Il caso rimase senza un colpevole e l’identità del Phantom Killer continuò a essere avvolta nel mistero.

Nel 2020 l’FBI rese disponibili al pubblico centinaia di pagine del proprio archivio investigativo, contenenti documenti, fotografie, rapporti e materiali relativi alle indagini. Un patrimonio documentale importante, ma che non ha portato all’identificazione definitiva dell’assassino.

Dal caso reale al cinema
La vicenda del Fantasma di Texarkana entrò anche nella cultura cinematografica.
Nel 1976 il regista Charles B. Pierce realizzò il film horror The Town That Dreaded Sundown, ispirato agli omicidi del 1946. La pellicola contribuì a rendere ancora più famosa la storia del misterioso assassino mascherato.
Nel 2014 uscì un nuovo film omonimo, che riprese alcuni elementi della vicenda originale inserendoli in una narrazione contemporanea.
È importante ricordare che entrambe le opere contengono elementi romanzati e situazioni che non corrispondono necessariamente agli avvenimenti realmente documentati.

Considerazioni finali
Il caso del Fantasma di Texarkana lascia ancora oggi numerosi interrogativi. Cinque persone persero la vita, tre sopravvissero alle aggressioni e un’intera comunità fu costretta a convivere con la paura di un assassino che sembrava poter colpire in qualsiasi momento.
La sua identità non è mai stata accertata e non sappiamo se sia morto, se abbia continuato a vivere sotto un’altra identità o se abbia commesso altri crimini mai collegati a questa vicenda.
Dal punto di vista criminologico, questo caso rappresenta un esempio significativo delle difficoltà investigative legate ai delitti seriali: testimonianze limitate, prove materiali insufficienti, scene del crimine compromesse e sospettati mai collegati in modo definitivo agli omicidi.
Il Fantasma di Texarkana non ha mai avuto un volto certo.
È rimasto soltanto un nome, legato a una delle più inquietanti storie criminali americane del Novecento.


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