JOJI OBARA: DALLA RICCHEZZA FAMILIARE AI CRIMINI CHE SCONVOLSERO IL GIAPPONE
Joji Obara, nato Kim Sung-jong il 10 agosto 1952 a Osaka, è uno dei criminali più controversi della storia recente del Giappone. La sua vicenda è legata soprattutto ai casi di Carita Ridgway e Lucie Blackman, ma dietro il nome Joji Obara si nasconde una storia familiare particolare, caratterizzata da ricchezza, cambiamenti d’identità, affari immobiliari e, successivamente, da una lunga serie di gravi reati.
LA FAMIGLIA E LE ORIGINI
Obara nacque in una famiglia coreana residente in Giappone. Suo padre, partito da una condizione economica modesta come raccoglitore di rottami, riuscì nel corso degli anni a costruire una notevole fortuna. Il patrimonio familiare comprendeva numerosi immobili e locali di pachinko, attività molto diffuse in Giappone. Grazie alla ricchezza della famiglia, Joji crebbe in condizioni privilegiate e frequentò scuole private a Tokyo, ricevendo anche lezioni private.
Quando aveva circa 17 anni, suo padre morì a Hong Kong. Obara ereditò parte dei beni immobiliari appartenuti alla famiglia, compresi proprietà a Osaka e Tokyo. Successivamente si laureò alla Keio University, dove studiò politica e diritto.
IL CAMBIO DI NOME
Uno degli aspetti più particolari della sua storia riguarda proprio la sua identità. Nato con il nome coreano Kim Sung-jong, dopo essere diventato cittadino giapponese naturalizzato cambiò legalmente il proprio nome in Joji Obara. Il cambiamento di identità avvenne quindi diversi anni prima che il suo nome diventasse conosciuto a livello internazionale per le vicende giudiziarie che lo avrebbero coinvolto.
LA GRANDE RICCHEZZA
Dopo aver ereditato il patrimonio familiare, Obara investì soprattutto nel settore immobiliare. Durante il periodo della grande crescita economica e della speculazione immobiliare giapponese riuscì ad accumulare una fortuna considerevole. Le stime riportate nelle fonti parlano di un patrimonio arrivato fino a circa 38 milioni di dollari.
La situazione economica cambiò però drasticamente durante la recessione degli anni Novanta. Obara perse gran parte della propria fortuna e anche la sua società entrò in difficoltà. Secondo quanto riportato dalle fonti, in seguito sarebbe stato perseguito dai creditori e la sua attività sarebbe stata utilizzata anche come copertura per operazioni finanziarie legate alla yakuza, in particolare al gruppo Sumiyoshi-kai. Quest’ultimo elemento è riportato come accusa e ricostruzione investigativa, non come una condanna per associazione mafiosa.
LE PRIME ACCUSE E IL MODUS OPERANDI
Tra gli anni Novanta e il 2000, secondo gli investigatori, Obara avrebbe sviluppato un preciso schema criminale. Le donne venivano avvicinate e, secondo l’accusa, drogate con sostanze che le rendevano incapaci di reagire, quindi aggredite sessualmente.
La polizia recuperò centinaia di videocassette che documentavano aggressioni sessuali. Il materiale e gli altri elementi investigativi portarono gli inquirenti a ritenere che Obara potesse aver violentato un numero molto elevato di donne, stimato tra 150 e 400. Si tratta però di una stima investigativa e non di un numero di vittime definitivamente accertato attraverso altrettante condanne.
CARITA RIDGWAY
Uno dei casi più importanti riguarda Carita Ridgway, giovane australiana che lavorava come hostess a Tokyo. Nel 1992 entrò in contatto con Obara. Secondo la ricostruzione giudiziaria, la donna fu drogata con cloroformio e successivamente portata in ospedale quando era già incosciente.
Ridgway morì dopo che le sue condizioni erano diventate irreversibili. In seguito gli investigatori trovarono elementi che collegavano Obara alla vicenda, compreso un filmato e riferimenti scritti al cloroformio. Nel processo del 2007 Obara fu riconosciuto colpevole di omicidio colposo (manslaughter) per la morte di Ridgway, oltre che di diverse violenze sessuali.
IL CASO DI LUCIE BLACKMAN
Il nome di Joji Obara divenne però famoso in tutto il mondo soprattutto per la scomparsa di Lucie Blackman, una giovane britannica di 21 anni che lavorava come hostess a Tokyo.
Lucie scomparve nel luglio del 2000. Le indagini portarono gli investigatori verso Obara e il 9 febbraio 2001 i resti della giovane furono ritrovati in una grotta nella prefettura di Kanagawa. Il corpo era stato smembrato e nascosto in sacchi; alcune parti erano state occultate in cemento.
Obara fu accusato di aver drogato, violentato e ucciso Lucie. Durante il primo processo, tuttavia, fu assolto dall’accusa di omicidio e stupro di Lucie per insufficienza di prove dirette e perché non fu possibile stabilire con certezza la causa della morte.
La vicenda non terminò con quella sentenza. La procura presentò appello e nel dicembre 2008 la Corte d’appello di Tokyo riconobbe Obara colpevole dei reati relativi al sequestro, allo smembramento e all’occultamento del corpo di Lucie Blackman. Nel 2010 la Corte Suprema giapponese respinse il ricorso, rendendo definitiva la condanna all’ergastolo.
LA CONDANNA
Nel 2007 Obara era stato condannato all’ergastolo per diverse violenze sessuali e per la morte di Carita Ridgway, mentre era stato assolto dalle accuse di omicidio e stupro riguardanti Lucie Blackman. Dopo il processo d’appello del 2008, la sua posizione nel caso Blackman cambiò e la condanna fu confermata definitivamente dalla Corte Suprema nel 2010.
La storia di Joji Obara rimane quindi caratterizzata da un contrasto particolarmente forte: da una parte l’infanzia privilegiata, l’importante patrimonio ereditato e una vita inizialmente caratterizzata da studi e investimenti immobiliari; dall’altra, una serie di gravissimi reati sessuali e una vicenda giudiziaria internazionale che lo avrebbe portato alla condanna all’ergastolo.
Il caso continua ancora oggi a essere ricordato soprattutto per la tragica morte di Lucie Blackman e Carita Ridgway e per il numero di altre donne che, secondo gli investigatori, potrebbero essere state vittime di Obara. Proprio l’enorme quantità di materiale video sequestrato e la complessità delle indagini fecero emergere una vicenda molto più ampia dei due casi che arrivarono al centro del processo.
Fatemi sapere la vostra lasciando un commento.....elementare.
Commenti
Posta un commento